meditazione cristiana

La Meditazione è una pratica antichissima che ha accompagnato l’uomo fin dalle origini della civiltà. In Oriente è stata ed è ancora un principio fondamentale della cultura tradizionale, uno strumento utile a monaci e laici.

Quando pensiamo alla meditazione automaticamente ci vengono in mente immagini di templi e paesaggi asiatici, con grotte, fiumi che scorrono e campi di riso.

Ma esiste una tradizione meditativa nell’Occidente, o più in particolare nella tradizione cristiana?

La risposta a questa domanda è Esicasmo, ovvero la meditazione cristiana.

Sei cresciuto nel contesto di una civiltà cattolica, e non ti senti di abbandonarla ma al contempo non trovi le risposte che cerchi nell’ambito della tua religione?

Vorresti più intimità con il Divino, ma non riesci a sentirla in profondità?

Oppure ti avvicini al cristianesimo ma ti sembra troppo dogmatico, con un Dio lontano e irraggiungibile?

Allora la meditazione cristiana ti può sicuramente interessare. Scopriamola insieme.

origini dell esicasmo

Anche se la parola meditazione viene dal latino (meditari, misurare con la mente), nei Vangeli sinottici non esistono rifermenti precisi a una pratica come la si intende in Oriente. Gesù era solito ritirarsi in preghiera, ed invitava i suoi discepoli a “pregare in segreto”, ma non sembra abbia dato istruzioni precise per tecniche di meditazione. Tuttavia, in Luca troviamo un’allusione al fatto che “il regno dei cieli è dentro di noi”. Troviamo nei testi riferimenti a pratiche contemplative che erano in uso a quel tempo, ma per avere uno sviluppo certo di una vera e propria tecnica meditativa bisogna spostarsi di qualche secolo, all’inizio del Medioevo.

Nei primi secoli in cui si sviluppò il monachesimo, ebbe origine una preghiera contemplativa. Seguendo le parole del Vangelo in cui si invitava ad “entrare nella propria stanza”, gli adepti svilupparono un percorso sempre più volto all’interiorità, in cui perseguivano la purificazione dei sensi ed il distacco dalle cose terrene. Con questa preghiera contemplativa, iniziò a sbocciare l’idea di una teologia negativa, in cui il Divino era mancanza di forma e definizione precisa, e l’unico modo per esperirlo era svuotare la mente. Con la consapevolezza dei limiti insiti nell’essere umano e nella mente, si percepiva Dio.

Nel Cristianesimo Orientale si sviluppò una corrente ascetica che si basava su tecniche che potrebbero ricordare lo yoga, sulla rinuncia e sulla contemplazione, per arrivare a divinizzare l’uomo.

I monaci ortodossi lavoravano sull’attenzione della mente, e associavano il respiro alla preghiera. Gli esicasti, così venivano chiamati, si esercitavano ad abbandonare il coinvolgimento con il mondo e le passioni, e ricercavano il vuoto interiore. Essi tentavano di affidarsi sempre di meno ai sensi e all’intelletto, ed entrare in se stessi, con concentrazione. Una delle loro tecniche principali era una preghiera detta “preghiera di Gesù”.

Il lascito degli esicasti diede vita a numerosi mistici, asceti ed eremiti.

In seguito, anche nell’ambito cattolico sorsero modi di pregare volti all’interiorità e alla purificazione; ne sono esempio gli scritti di Meister Eckart e di Ignazio di Loyola (i cui Esercizi Spirituali ricordano gli esercizi zen), o il mistico occidentale San Giovanni della Croce. Altri esempi famosi di meditazione cristiana sono Il castello interiore di Santa Teresa d’Avila, e la famosa immagine di San Francesco in meditazione.

Vi sono ancora oggi luoghi specifici dove questa forma di meditazione viene praticata, ad esempio la Romania e la Repubblica monastica del monte Athos. Una meta importante di pellegrinaggio è invece Medjugorje, nella Bosnia Erzegovina.

Nel tempo, si sono evoluti metodi di preghiera molto simili a quelli orientali; i più celebri sono raccolti nell’antologia Filocalia.

Dentro la Meditazione Cristiana

dentro la meditazione cristiana

Comunemente, nella cultura occidentale, quando si considera il termine “meditazione” si intende quasi un riflettere, un forte utilizzo della mente.
Una pratica molto in uso nel cristianesimo è quella della lectio divina, in cui si leggono i testi sacri e se ne approfondiscono gli aspetti:

La lectio divina è una forma di preghiera interiore che si può praticare sia in chiesa che a casa, in cui si legge un passo delle Scritture e lo si contempla nel corso della giornata. Si tratta di una pratica importante e significativa, ma molto mentale, ben diversa dall’idea di svuotare la mente che si ha nel dhyana yoga o nel Buddhismo.

Ma l’Esicasmo si avvicina al concetto orientale di meditazione.
Per comprendere l’Esicasmo può essere utile considerare le sue dimensioni fondanti. La Meditazione Cristiana:

  1. Si fonda sulla Bibbia, in cui Dio è personale e si esprime attraverso il linguaggio della rivelazione; la meditazione cristiana si concentra quindi sull’aspetto della rivelazione.
  2. Esalta il rapporto personale basato sull’amore di Dio che segna la comunione cristiana: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo”; la meditazione cristiana risponde all’amore di Dio.
  3. Le rivelazioni, unite all’amore di Dio, portano alla sua adorazione; la meditazione cristiana è un esercizio di lode.

Se si considera la via di Cristo, vediamo che la sua ragione d’essere, il suo “cibo” come scrive Giovanni, è “fare la volontà di colui che lo ha mandato a compiere la sua opera”. L’unione di Gesù con il Padre è anche questo, esserne incarnazione manifesta per svolgere la sua volontà. La sua stessa vita è una continua, profonda preghiera.

La meditazione cristiana è al contempo mezzo e risultato per questo amore divino: lo si trova per sé, e lo si prova per Dio. In questo senso essa dovrebbe sorgere spontanea, come atto di amore e reverenza nei confronti dell’Infinito.

Meditazione Cristiana e Meditazione Orientale a Confronto

confronto fra meditazioni

Gli aspetti dell’esicasmo che ricordano le più conosciute meditazioni orientali sono numerosi:

  • la ripetizione di una parola, o frase, al fine di dissolvere i pensieri;
  • la soppressione degli stimoli esterni;
  • il liberarsi dai desideri;
  • la progressiva separazione dal mondo esterno.

Ma l’esicasmo ha fondamenti diversi:

  • se nelle tradizioni orientali si cerca di raggiungere uno stato di non-essere, nel cristianesimo l’obiettivo è l’unità con Dio, ma senza dissoluzione della personalità;
  • se nei mantra in pali e sanscrito è di grande importanza la vibrazione emessa dal suono in sé, nell’esicasmo ci si concentra sul significato delle parole; così, la lingua può cambiare, ma il concetto rimane lo stesso.
  • Se nel misticismo orientale si cerca di distogliere la consapevolezza dai pensieri, la meditazione cristiana ha sempre uno scopo e un intento: quello di conoscere Dio in modo oggettivo.
  • La meditazione cristiana non è solo una tecnica; è una disciplina ed è caratterizzata dalla fede cristiana;
  • se in alcuni aspetti del buddhismo si pensa di eliminare le realtà concrete in quanto transitorie, nel cristianesimo si vuole ribadire che le cose del mondo sono una traccia che rimanda all’infinità di Dio, e non vanno mai disprezzate né mortificate.
  • Alcune tecniche fisiche producono sensazioni gratificanti, che possono essere confusi con un benessere spirituale o un’esperienza mistica.
    Nel cristianesimo ciò non è ottenibile con tecniche, non ne siamo i protagonisti ma è una grazia, un dono che riceviamo Dio.

I Benefici dell’Esicasmo

benefici dell esicasmo

Ogni forma di preghiera e di meditazione, se praticata correttamente, ci riporta alla consapevolezza della nostra vera natura, il divino che è dentro di noi, che tutto pervade e da cui siamo mossi. Di conseguenza, a contatto diretto con la fonte di tutto ciò che è, non possiamo che risuonare delle qualità di pace e amore che caratterizzano il luogo di eterno silenzio e immutabilità a cui possiamo sempre ritornare.

Se ci perdiamo nell’idea di un Dio umanizzato, a cui fare richieste personali, ci allontaniamo dalla Verità. Se invece riusciamo a creare il silenzio interiore, a svuotare il bicchiere, questo potrà essere riempito dalla Grazia.

Quando entriamo in contatto con questo potere allo stato puro, ecco che avvengono i miracoli. La nostra anima si riempie di gioia, e l’energia nei nostri corpi ricomincia a fluire senza ostruzioni.

Se la vediamo sotto l’aspetto delle tradizioni orientali, i nostri chakra ritornano in equilibrio e l’energia circola indisturbata nei meridiani energetici.

Se osserviamo invece i riscontri più tangibili nella nostra vita concreta, scopriamo che la meditazione cristiana:

  • abbassa la pressione sanguigna;
  • aumenta le difese immunitarie;
  • diminuisce lo stress;
  • ripristina l’armonia tra corpo, mente e spirito;
  • anche se ci sono benefici fisici, la crescita spirituale che avviene supera di gran lunga ogni vantaggio materiale;
  • i benefici fisici sono soltanto effetti “collaterali”, e sono solo l’inizio della vera contemplazione;
  • ci si rende conto di poter attingere sempre e comunque alla fonte suprema di energia.

Come Praticare la Meditazione Cristiana

come praticare la meditazione cristiana

La meditazione cristiana è caratterizzata dalla semplicità. Essa può essere praticata da tutti, ovunque. La sua semplicità fa sì che ci siano gruppi di persone che si incontrano, in tutto il mondo, per praticarla insieme. Ci si trova nelle case, nelle chiese, negli uffici, nelle scuole, negli ospedali e nelle prigioni. Non ci sono requisiti particolari per la scelta del luogo: basta che sia tranquillo, preferibilmente silenzioso o con una musica rilassante in sottofondo. Sarebbe preferibile se il posto fosse sempre lo stesso, a gli si conferisse un’atmosfera di sacralità: qualche candela, fiori, qualche offerta simbolica.

Sarebbe appropriato praticarla almeno due volte a settimana, per circa mezz’ora.

Se si può compilare una ricetta per il successo della meditazione cristiana, gli ingredienti sono senz’altro silenzio, quiete, semplicità, regolarità e disciplina.
Questa meditazione è una vera e propria preghiera, in cui, anche se non si chiede nulla, si riceve tutto.  In questa preghiera si può raggiungere la meta più importante per il cammino cristiano: la comunione con Dio, attraverso lo Spirito.

Secondo gli esicasti la preghiera si può classificare in quattro categorie, il cui valore cresce man mano che essa diventa più introspettiva. Più ci si separa dagli stimoli esterni, e più ci si avvicina a Dio.

La preghiera può essere:

  1. Verbale;
  2. Mentale;
  3. Del Cuore;
  4. Contemplazione.

L’apice della contemplazione è una totale assenza di consapevolezza dei sensi (che ricorda il pratyahara , l’astrazione dal mondo, il quinto degli otto passaggi del raja yoga, il percorso descritto da Patanjali). Questa non è da intendersi come una barriera da porre tra sé e il mondo, ma come un cambio di percezione, in cui l’attenzione non è più posta sugli oggetti dei sensi, ma sulla coscienza di sé.

Il cuore della meditazione cristiana consiste nel focalizzarci con amore e con fede su un mantra, o un passo delle Scritture. Essa è un modo di rilassarsi, ma soprattutto una preghiera.

Attraverso la ripetizione della preghiera, sarai condotto verso il silenzio che è dentro di te, in cui dimora la coscienza di Cristo. Lì potrai unirti alla preghiera di Gesù e sarai con lui nell’amore che fluisce tra il creato ed il Creatore.

la preghiera di gesu

La Preghiera di Gesù

Nella sua forma più contemplativa, l’esicasmo  consiste nel ripetere la Preghiera di Gesù come un mantra, cioè a lungo e con concentrazione.  Questa consiste in un breve canto liturgico della tradizione ortodossa, che dice:

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”

Attraverso la ripetizione di questa preghiera, i praticanti invocano il nome di Dio, e nel farlo si distaccano sempre più dagli stimoli esterni per liberare la mente, e arrivare gradualmente a una personale unità con il Divino. Questo processo è chiamato theosis.

L’Aramaico Marànatà

La più antica preghiera cristiana conosciuta è in lingua aramaica (che era la lingua parlata da Gesù), si pronuncia Marànatà e significa “Vieni Signore“. La si ritrova alla fine della Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo, e venne poi utilizzata nelle prime liturgie cristiane.

Così come la Preghiera di Gesù, questa viene utilizzata come un mantra: la si ripete più e più volte, fino ad estraniarsi progressivamente dai pensieri e dagli oggetti dei sensi. La si pronuncia scandendo le quattro sillabe della stessa lunghezza, e la si ascolta con gentilezza ma senza fermarsi.

Se provi a praticarla, non devi pensare a nulla; se arrivano immagini e pensieri prendine coscienza, e lasciali andare.

Siediti con la schiena dritta, e cerca di essere vigile e rilassato allo stesso tempo. In silenzio, inizia a pronunciare questa singola parola (se ne possono usare altre, ma questa è particolarmente potente).

Cerca di mantenere l’attenzione sul mantra dall’inizio alla fine, con semplicità e fede.

la lecto divina

La Lectio Divina

Una pratica da fare la mattina presto, la lectio divina inizia con una invocazione alla Spirito Santo, che porta luce a colui che medita. Infatti, lo Spirito Santo è tradizionalmente il “tramite” nella Trinità, la funzione di collegamento che unisce il Padre e il Figlio, il Creatore ed il creato, il Manifesto e il Non Manifesto. Secondo gli insegnamenti cristiani, è ad opera della Spirito Santo che avvengono le rivelazioni, e Dio si fa dono all’uomo per Grazia Divina.

La lectio divina non è una ripetizione. Se la pratichi, scegli un passo dei testi sacri, e leggilo con attenzione. Dopo di che, cerca di interiorizzare le scene descritte, e di concentrarti sul significato.

Questo ti accompagnerà nel corso della giornata. Cerca di attuarlo e trasformare in azione ciò su cui ti sei soffermato.

I Consigli di John Main

i consigli di john main

Alla fine del secolo scorso, a Londra, un uomo di nome John Main portò nelle comunità lì presenti l’uso della meditazione cristiana.

Egli era venuto a contatto con le tradizioni orientali, che apprezzava molto, ma decise di andare alla radice della sua cultura. Inizialmente rivolto ai monaci, portò l’antica tecnica dell’esicasmo ai suoi contemporanei, e presto la estese a chiunque la volesse praticare.

Mi piacerebbe condividere con te alcune sue indicazioni e preghiere.

Preghiera Introduttiva

“Padre del Cielo, apri i nostri cuori alla presenza silenziosa dello spirito di Tuo Figlio. Guidaci all’interno di quel misterioso Silenzio, dove il tuo Amore si rivela a tutti coloro che ti invocano. Marànatà… Vieni Signore Gesù”

Una volta iniziato a ripetere il mantra, consigliava:

“Respira normalmente e metti tutta la tua attenzione alla parola, ascoltala mentre la pronunci, in silenzio, con delicatezza, fedelmente e soprattutto – semplicemente. L’essenza della meditazione è la semplicità. Ripeti il mantra per tutta la meditazione e giorno dopo giorno. Non visualizzare nulla ma ascolta la parola mentre la dici. Lascia andare tutti i pensieri (anche i buoni pensieri), le immagini e altre parole. Non combattere le distrazioni, ma lasciale andare pronunciando la parola fedelmente, con delicatezza e attenzione e ritorna ad essa immediatamente se ti accorgi di aver smesso di ripeterla o se l’ attenzione sta vagando altrove.

Silenzio significa lasciare andare i pensieri. Quiete significa lasciare andare ogni desiderio. Semplicità significa lasciar andare l’auto-analisi.
Medita due volte al giorno tutti i giorni. Questa pratica quotidiana richiederà del tempo per progredire. Sii paziente. Quando ti arrendi ricomincia da capo.”

Preghiera di Chiusura

Infine, quando la sua comunità si riuniva a pregare, la conclusione era questa:

“Nel silenzio di questa Comunità possano la confusione, la violenza e la sofferenza del mondo incontrare la Forza che consolerà, rinnoverà e solleverà lo spirito umano.
Possa questo silenzio essere la forza che apre i cuori degli uomini e delle donne alla visione di Dio, e così insegnare a vicenda, nell’amore e nella pace, la giustizia e la dignità umana. Possa la bellezza della Vita Divina riempire questa Comunità e i cuori di tutti coloro che qui pregano in gioiosa speranza.
Possano tutti coloro che vi giungono schiacciati dal peso dei problemi dell’umanità, ripartire ringraziando per le meraviglie della vita umana.
Noi lo chiediamo nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo. AMEN”