Meditare Camminando

Tra i numerosi tipi di meditazione esistente, ne esiste uno che si basa sul cammino. Non il cammino inteso come metafora della vita, ma proprio sull’atto stesso di camminare.

Ma in che cosa consiste questa meditazione camminata?

Che cos’è, come si pratica e, soprattutto… perché?

Cos’è la Meditazione Camminata

Cos'è la Meditazione Camminata

Chi ha detto che per meditare bisogna stare seduti?

Certo, nel nostro immaginario la parola meditazione non può non riportare alla mente immagini di monaci buddhisti concentrati nelle loro postazioni, con gli occhi chiusi e le gambe incrociate; oppure, ricordi di giovani ragazze sedute davanti al mare al tramonto, con le mani che formano un mudra.

La meditazione è sicuramente anche questo, almeno per quanto riguarda la forma.

Ma… la sostanza?

Ebbene, il significato di meditazione può essere inteso, nella tradizione occidentale, come concentrazione su un punto. Un’altra accezione è invece quella di contemplazione, senza un oggetto specifico di interesse.

Diciamo, però, che l’intento principale accomuna entrambe queste modalità: si tratta infatti, attraverso tecniche diverse, di calmare la mente, affinché tutti gli ostacoli che portano alla realizzazione della nostra vera Natura vengano rimossi.

Poiché la nostra vera Natura si esperisce come un senso di infinita pace, con le caratteristiche della gioia e dell’amore, la pratica della meditazione, se costante e sincera, ci porta proprio a percepire questi stati o modi di essere.

Siccome l’intento di tutte queste tecniche tramandate nei millenni da differenti culture è quello della presenza cosciente, la meditazione non si limita all’atto di sedersi in una determinata posizione o a specifici esercizi per la mente. La meditazione è parte del quotidiano: qualsiasi attività merita di essere vissuta per quello che è, nulla di più, nulla di meno.

Un valido esercizio di presenza e consapevolezza consiste nella meditazione camminata.

Fin da piccoli impariamo a camminare, un passo dopo l’altro, e questa semplice azione diventa ben presto parte essenziale della nostra vita. Ma… siamo consapevoli di ciò che facciamo? Di ogni singolo movimento, e della percezione del corpo nello spazio? Oppure ci catapultiamo da un punto di partenza a uno di arrivo, di corsa, senza pensare, senza ricordare che il significato, se di significato si può parlare, sta nel singolo momento per quello che è?

Se hai provato a meditare ma è stato troppo arduo restare seduto immobile per lungo tempo, per motivi fisici o perché ancora in quella posizione non ti senti a tuo agio e non riesci a rimanere concentrato, questa può essere una valida alternativa. Meditare camminando può essere indicato per coloro che vogliono avvicinarsi alla meditazione, ma non hanno la possibilità di rimanere seduti a lungo. Per la sua abbordabilità, i maestri che la propongono come primo approccio sono numerosi.

Camminiamo Tutti

Tutti noi camminiamo

Quella di muoversi attivamente è una delle caratteristiche principali del regno animale, di cui siamo parte. Molti animali percorrono moltissimi chilometri nell’arco di una giornata, e nei nostri stessi geni è impressa la memoria di millenni di nomadismo. Ancora oggi ci capita di farlo quando siamo sovrappensiero, e non solo per necessità.

A dire il vero, camminare è proprio parte integrante della salute del corpo umano, che richiede movimento quotidiano per mantenersi sano e svolgere al meglio tutte le sue funzioni. Camminare è un esercizio aerobico in grado di mettere in moto moltissimi muscoli.

Chi sceglie consapevolmente di camminare, anche se non di camminare in modo consapevole, è già un passo avanti nel conoscere, in modo intuitivo, la pace della mente, una sorta di silenzio dai pensieri e dalle preoccupazioni che quotidianamente ci distraggono e tolgono energia.

Come negare il senso di calma ed euforia, le endorfine rilasciate da una lunga passeggiata in montagna? E non si tratta solo di questo. Il corpo, i suoi movimenti, il suo rapporto con l’ambiente e con la respirazione vengono vissuti più coscientemente.

Imparando a camminare in modo consapevole puoi calmare la mente, liberarti dell’ansia e dei pensieri che ti assillano, e vivere appieno il momento presente.

Meditare Camminando: un ponte fra Terre Lontane

meditazione camminata popolo maya

Le pratiche più conosciute di meditazione camminata sono quelle che arrivano dall’Oriente, ma sono innumerevoli le culture che, in tempi e luoghi molto lontani tra loro, hanno associato il cammino alla guarigione e alla spiritualità.

In Messico gli sciamani toltechi praticavano le cosiddette “camminate dell’attenzione” dove, dirigendo lo sguardo in un modo che ricorda le focalizzazioni dello yoga, si controllava l’attenzione, distogliendola quindi dal dialogo continuo dei pensieri di cui la mente è gremita.

La diffusione dei labirinti riconduceva il camminare ad uno stato meditativo, mentre in Giappone e Tibet si praticavano delle estreme corse spirituali.

Nella cultura occidentale i pellegrini medioevali si recavano a piedi nei luoghi importanti per la fede cristiana, ma essi stessi, insieme a mistici e filosofi, erano consapevoli che il cammino stesso è la meta del viaggio. Cosicché al giorno d’oggi, esattamente come un tempo, o forse ancor di più, sono numerosi coloro che si mettono in viaggio al fine di una ricerca interiore.

Cosa significa Meditazione Camminata?

meditazione camminata thich nhat hanh

Thich Nhat Hanh è stato un monaco e un maestro zen vietnamita; la sua influenza è stata determinante nel buddismo contemporaneo e nel movimento della mindfulness. In uno dei suoi numerosi libri, l’autore parla proprio del connubio tra camminata e meditazione:

“Meditazione camminata significa gustare la camminata, camminare non per arrivare, ma semplicemente per camminare. Lo scopo è radicarsi nel presente e, consapevoli di respirare e di camminare, gustare ogni passo. Perciò dobbiamo scrollarci di dosso ansie e preoccupazioni, non pensare al futuro, non pensare al passato, ma solo gustare l’attimo presente. Possiamo farlo tenendo per mano un bambino. Camminiamo un passo dopo l’altro, come se fossimo le persone più felici del mondo. Noi camminiamo continuamente, ma di solito lo facciamo correndo, e in questo modo lasciamo sulla Terra impronte di ansie e di dolore. Quando camminiamo, dovremmo farlo in modo da lasciare solo impronte di pace e di serenità. Tutti possiamo farlo, a patto di volerlo davvero.”

(Thich Nhat Hanh, La pace è ogni passo.)

La camminata meditativa è quindi alla portata di tutti, serve solamente il desiderio di essere felici (lo vogliamo veramente? L’importante è prenderne la decisione consapevole). Essa non si limita a donare benefici per il corpo; no, fa molto di più: porta risultati straordinari per la mente e per lo spirito. Ci libera infatti dallo stress e dalle preoccupazioni quotidiane, calma la mente migliora la capacità di concentrazione e infine, soprattutto, può essere il veicolo dell’illuminazione, che può avvenire solo se si vive il momento presente, senza rimanere intrappolati in ciò che non è più o scagliarsi con ansia in quel che non è ancora.

La Meditazione Camminata nelle Tradizioni Orientali

La Meditazione Camminata nelle Tradizioni Orientali

Nelle vaste terre asiatiche sono tante le modalità con cui ci si è approcciati alla meditazione camminata. Dall’India al Giappone, venendo poi esportate in Occidente, ce n’è per ogni gusto e necessità.

E tu, da quale vorresti iniziare? Quale consideri più adatta a te?

Lo Yoga e la Camminata

Le meditazione Camminata nello Yoga

Nella millenaria disciplina dello yoga, uno dei passi è quello di porre attenzione e controllo nei movimenti e nelle posture (asana), coordinando il respiro. Ma, se vogliamo cercare fino in fondo, si possono trovare due metodi di vera e propria meditazione camminata: uno viene spiegato da Swami Sivananda, mentre l’altro viene introdotto da Swami Satyananda. Entrambi i metodi sono strettamente connessi al controllo del respiro (pranayama), che viene applicato al movimento corporeo della camminata. Per questo motivo, questo tipo di meditazione camminata è più impegnativo rispetto a quelle in cui si richiede solamente di osservare il respiro, senza controllarlo.

Anche nello yoga kundalini, inoltre, è presente una tecnica di camminata consapevole a sé stante, che viene chiamata Breathwalk e si compone di cinque parti diverse, ragion per cui richiede, almeno all’inizio, la presenza di una guida.

Incedere nel Buddhismo Theravada

meditazione camminata della tradizione zen giapponese

Nell’Asia meriodionale e nel Sud-Est Asiatico sono famosi i monasteri della foresta; la meditazione Vipassana è parte della tradizione del buddhismo theravada e dei monaci della foresta.

La meditazione Vipassana è molto legata all’osservazione cosciente degli stimoli sensoriali e delle attività della mente. Chi la pratica è concentrato sul presente, consapevole che tutto quel che passa nella coscienza sorge e, necessariamente, svanisce (natura impermanente).

Se hai partecipato ad un ritiro di meditazione vipassana in uno dei centri ispirati al metodo di S. N. Goenka, rimarrai stupito nel frequentarne uno, ad esempio, in Thailandia.

Se nei ritiri diffusi in giro per il mondo, infatti, si passano dieci ore al giorno seduti in meditazione, in questa branca la parte camminata è considerata essenziale. Nei monasteri theravada, infatti, i monaci camminano ore e ore per sviluppare la concentrazione.

Il percorso è breve e rettilineo, ripetitivo, mentre la mente osserva attentamente i movimenti e le sensazioni che derivano dal contatto dei piedi con il suolo (che sorgono e poi svaniscono).

Lo Zen ad Ogni Passo

Incedere nel Buddhismo Theravada

Probabilmente il metodo di meditazione camminata più classico è quello della tradizione zen giapponese, che fa della consapevolezza del momento presente uno dei punti salienti. Nel buddhismo zen la meditazione camminata è conosciuta come kinhin, e si pratica negli intervalli tra le sessioni di meditazione seduta (zazen).

La si applica camminando in cerchio, in senso orario, nella sala stessa; si mantengono le mani a formare un mudra specifico, chiamato shasu.

Ma questa attività non si limita ad un esercizio con tempi prestabiliti: in alcune scuole, infatti, i discepoli vengono incoraggiati a portare questa consapevolezza nel quotidiano, ogni volta in cui ciò sia possibile. La consapevolezza, chiaramente, dovrebbe poi essere estesa all’intero spettro di esperienze umane (gesti, pensieri, emozioni…).

Camminare nel Tao

Camminare nel Tao

Nella tradizione cinese troviamo alcune meditazioni camminate che si concentrano più sulla salute fisica, altre che usano visualizzazioni per armonizzare mente e corpo, mentre altre ancora hanno una forma più libera.

I Benefici della Meditazione Camminata

i benefici della meditazione camminata

La meditazione camminata:

  • è una buona pratica per principianti ed esperti;
  • aumenta la capacità di concentrazione;
  • ripristina la circolazione sanguigna, soprattutto dopo aver passato tanto tempo seduti;
  • rinvigorisce e dona energia;
  • associata alla meditazione seduti a loto, fornisce intuizioni aggiuntive;
  • può essere facilmente integrata dei nostri programmi, perché camminare è qualcosa che quasi tutti facciamo quotidianamente;
  • ci aiuta a ricordare la Terra che ci sostiene, e sviluppare gratitudine.

Più in generale, questa meditazione, così come le altre, è un valido strumento per liberare la mente e poter così esperire direttamente la Fonte che ci sostiene, riconoscibile come un infinito senso di Pace, Amore e Perfezione.

Come Iniziare a Praticare la Meditazione Camminata? Alcuni semplici Passi

Meditazione Camminata Passo dopo Passo

1. La scelta del posto

Cerca uno spazio dove puoi camminare lentamente, senza ostacoli. Il luogo dovrebbe essere pacifico e non trafficato, idealmente in piano. Se ti trovi in uno spazio pubblico, dovrai porre attenzione a non scontrarti con gli altri.

Praticare al chiuso potrebbe essere una buona opzione, con meno distrazioni esterne.

2. Pronti? Si parte!

Inizia ogni sessione concedendoti qualche minuto di centratura. Respira profondamente e porta la più completa attenzione sul tuo corpo. Osserva la sensazione del contatto con il suolo, della sua stabilità. Sii consapevole delle sensazioni corporee, dei pensieri e delle emozioni.

Ora inizia a camminare lentamente. Poni la tua attenzione al movimento dei piedi e delle gambe, così come al corpo che avanza. Se ti giri e torni indietro, osserva la posizione dei piedi nel movimento.

Ti consiglio di camminare per almeno 10 minuti, ma puoi sempre prendere una pausa se opportuno.

3. Mantieni consapevolezza nel camminare

Mentre cammini, osserva il variare delle sensazioni fisiche che si manifestano, così come i pensieri e le emozioni. Non occorre analizzarli, basta notare come questi eventi mentali sorgono e se ne vanno. Mantieni un’andatura spontanea e naturale.

4. Velocità e postura

Il ritmo della meditazione camminata varia da lento a molto lento.

Le tue braccia possono rimanere appese lungo i fianchi, essere tenute dietro la schiena o sul plesso.

I muscoli delle gambe dovrebbero essere rilassati, in un movimento confortevole.

Cerca di mantenere un portamento dritto; all’inizio potrebbe essere impegnativo, ma con la pratica diventerà sicuramente la norma.

Lo stile di Thich Nhat Hanh

meditazione-camminata

Il maestro Thich Nhat Hanh propone insegnamenti accessibili a tutti e al contempo efficaci. Se ti piacciono le visualizzazioni e i pensieri di pace, prova la sua camminata meditativa che si può applicare facilmente nel quotidiano, con queste semplici linee guida:

  • se possibile, scegli di camminare all’aperto; meglio in un luogo naturale per cogliere la bellezza, ma questa è presente anche in città;
  • poni attenzione ad ogni passo, ad ogni movimento, concentrato sul momento presente;
  • cammina con calma, lentamente, e come sei più comodo;
  • fa che il respiro sia coordinato al passo;
  • puoi ripetere mentalmente una formula, sincronizzata con il respiro (ad esempio, “sono nel qui ed ora”, “sono a casa”)
  • “accarezza” la terra con passi gentili;
  • gustati appieno la passeggiata;
  • cerca di spargere al tuo passaggio semi di gioia, gratitudine e Amore;
  • cerca di non pensare alla meta, perché ciò che importa è il percorso. Non c’è un soggetto che cammina, soltanto l’atto di camminare; non chi respira, ma il respiro stesso.

Meditazione camminata guidata

Se ti piacerebbe seguire una meditazione camminata guidata, ne puoi trovare tante su youtube; io ho pensato di proporti questa, perché mi è parsa la più “essenziale”, ma molto efficace.
Si trova sul canale di Alberto Torre: