Meditazione Dinamica di Osho

Se quando pensi ad una persona che medita immagini qualcuno seduto, da solo o in compagnia, con gli occhi chiusi , le gambe incrociate e la schiena dritta, in un’atmosfera di assoluto silenzio… beh, forse non hai ancora incontrato la meditazione dinamica di Osho.

Si sa, le tecniche sono innumerevoli, e alla fin fine la vita stessa può essere considerata la meditazione più importante. Ma, in questo articolo, ci tengo ad introdurvi un tipo di meditazione speciale, eccentrico, e anche sicuramente rumoroso, studiato soprattutto per adattarsi all’uomo occidentale contemporaneo e alla sua salda abitudine di appellarsi alla mente.

Alla fine di questo articolo avrai un’idea più chiara sulla Meditazione Dinamica, sul suo fondatore e la sua origine, e su come praticarla. Potrai quindi avere una più ampia selezione di pratiche tra cui scegliere quando, sopraffatto da pensieri ed emozioni che emergono, avrai bisogno di ritrovare un po’ di consapevolezza e silenzio.

Cos'è la Meditazione Dinamica

La meditazione attiva è uno stile creato da Osho nella seconda metà del secolo scorso che racchiude il movimento seguito dal silenzio; viene praticata in vari stadi, e può aiutare a calmare la mente e creare una migliore consapevolezza della realtà. Le meditazioni attive comprendono fasi in cui si muove il corpo, così che l’energia stagnante possa circolare e ritrovare equilibrio, seguite da fasi di integrazione e decantazione. Vi sono molte meditazioni attive, ma quella dinamica è la più conosciuta.

Sebbene molte culture includano tradizioni di movimento meditativo, come il Sama (dervishi che girano su se stessi in Iran e Turchia) o il Qi Gong cinese, diciamo che il termine “meditazione dinamica” è stato coniato proprio da Osho negli anni ’70 per indicare la tecnica specifica da lui sviluppata. In lingua originale, si chiamò “Rajneesh Dhyan Yoga” quella pratica che iniziò a prendere vita nei ritiri di meditazione sulle montagne dell’India.

La meditazione dinamica è intensa, profonda e diretta; è un metodo rapido per liberarsi di programmi e modelli atavici fortemente radicati nel corpo e nella mente, che ci tengono imprigionati nel passato. La musica ne è parte integrante, tanto da farla apparire come una danza frenetica.

È un esercizio che richiede attenzione costante, che va poi a culminare verso il termine della pratica.

La meditazione dinamica di Osho si basa sull’importanza del momento catartico, poiché non è semplice per l’uomo contemporaneo semplicemente sedersi ed entrare in meditazione. Se all’uomo di oggi si chiede di non pensare, esso non riesce in alcun modo a trovare un momento libero dai pensieri. Così, se sedendosi con il proposito del silenzio interiore emerge un caos assordante, al contrario si inizierà a prendere coscienza di un punto di silenzio interiore se si lascerà libero spazio alla folle danza interiore.

La meditazione dinamica è una pratica fortemente individuale ed introspettiva, ma tende a dare i risultati migliori se la si segue in gruppo.

Chi è Osho? Due parole sull’autore

Osho ritratto

Sicuramente avrai sentito nominare almeno una volta Osho.

Osho è stato un filosofo, un mistico ed un maestro spirituale conosciuto in tutto il mondo.

C’è chi lo idolatra come maestro illuminato, chi ricorda scandali e fatti di cronaca, chi lo sceglie come guru e chi, semplicemente, si interessa ai suoi (numerosi) insegnamenti.

Personaggio sicuramente controverso, Chandra Mohan Jain nacque in una numerosa famiglia indiana nel 1931. Durante la gioventù frequentò l’università, in cui da un lato brillò per intelligenza, e dall’altro trovò ostacoli per via della sua indole ribelle.

All’età di 21 anni annunciò al pubblico la sua illuminazione, avvenuta mentre sedeva sotto un albero in un parco di Jabalpur.

Iniziò presto ad insegnare e a conferire discorsi pubblici. Per ogni argomento, aveva un punto di vista critico ed originale. Le sue letture guadagnarono popolarità, e ben presto la sua fama si espanse al di fuori dall’India. A quel tempo, il suo nome divenne Achrya Rajneesh.

Fu soprattutto negli Stati Uniti che Osho trovò il pubblico più fedele.  Così, a seguito di alcune tensioni con il governo indiano, si stabilì in Oregon, dove fondò una comunità.

Fu solo negli ultimi anni, dopo aver cambiato più nomi, che egli venne conosciuto come Osho.

Enorme è la sua influenza sulla controcultura ereditata dagli anni Sessanta, e sul pensiero New Age Occidentale.

Nonostante le vicende rocambolesche della sua vita terrena, è innegabile il valore delle sue intuizioni e la profondità di visione riguardo alcuni temi.

Una tecnica creata ad hoc

Una tecnica ad hoc

Per Osho la meditazione è il naturale stato di essere, che viene spesso perduto ma che si può ritrovare. La meditazione va oltre la mente, è uno stato di totale presenza del Sé, che è manifestato in ognuno di noi, e che dunque è esperibile da tutti coloro che lo desiderino veramente. Questo Sé di cui tutti siamo parte, si può percepire quando accogliamo il silenzio interiore.

Sebbene la meditazione trascenda la mente ed il pensiero logico, Osho riuscì a strutturare tecniche in maniera scientifica, affinché fossero fruibili ed efficaci per i suoi numerosi discepoli, per la maggior parte cresciuti nella cultura occidentale.

Per l’uomo di oggi, infatti, è estremamente difficile rimanere seduto immobile anche per pochi minuti, per non parlare dello stato interiore spesso totalmente squilibrato che rende l’osservazione forzata dei propri pensieri una vera e propria tortura. Lo stile di vita moderna ci porta ad un tale stato di irrequietezza che non è sempre facile iniziare un percorso di meditazione con una tecnica passiva come potrebbe essere, ad esempio, quella della mindfullness o del vipassana.

Osho era consapevole che queste tecniche potevano essere fruibili ai più ai tempi di Gautama il Buddha, in cui la vita era dura ma anche più semplice, e le menti più libere. Ma che dire dei popoli cresciuti nelle realtà urbane del ventesimo secolo? Bisognava trovare prima il modo di ridar loro un equilibrio psicofisico, e poi aiutarli ad andare a fondo alla ricerca della Verità. Ecco così sorgere la meditazione dinamica, accuratamente descritta nel libro Meditazione Dinamica. L’Arte dell’Estasi Interiore.

Lo stato che si vuole raggiungere nella meditazione è quello di un bambino privo di preconcetti, che osserva il mondo per la prima volta, con innocenza e incanto. Ma questo non avviene attraverso una forzatura, anche se chiaramente si richiede disciplina. Il miracolo avviene quando, semplicemente, si accetta, si accoglie, ci si arrende. Il Sé è il nostro stato originario, ciò da cui la Coscienza prende forma, e non può mai svanire, al massimo ce ne possiamo dimenticare. E come può qualcosa che ci caratterizza così profondamente essere cercato al di fuori di noi?

I Benefici della Meditazione Dinamica

Benefici della meditazione osho

Tra i numerosi benefici della meditazione dinamica, possiamo dire che:

  • Aumenta presenza e consapevolezza;
  • accresce la capacità di empatia;
  • aiuta ad incanalare ed riequilibrare le energie stagnanti nel modo migliore, rendendole un utile alleato;
  • dona una forte energia a tutto il corpo, anche se le prime volte potrebbero comparire dolori muscolari dove normalmente tendete ad accumulare tensione;
  • il corpo ha bisogno di muoversi, e la meditazione dinamica gli consente di farlo a scapito di uno stile di vita sedentario;
  • rilassa la mente e riporta la concentrazione sul corpo (e sul mondo);
  • permette alle emozioni di essere accettate ed espresse;
  • è divertente.

Quando praticare la Meditazione Dinamica di Osho

quando praticare la meditazione dinamica alba

La meditazione dinamica di Osho dà i migliori risultati se praticata al mattino presto, quando la notte lascia spazio al giorno, e la mente è rilassata, ancora incolume dai pensieri.

Se appena svegli non è possibile, per gli impegni della vita quotidiana, il mattino è comunque un momento propizio, l’importante è che lo stomaco sia libero. Il pomeriggio e la sera, invece, non sono i periodi più indicati.

Suggerimenti per iniziare

suggerimenti per iniziare la meditazione dinamica

Prima di iniziare, è utile prendere alcuni accorgimenti: liberare li naso per consentire una respirazione ottimale, e indossare abiti comodi. Si può anche preparare un tappetino e qualche cuscino, che saranno utili nelle fasi più introspettive.

Se sei solo scegli un luogo protetto, dove non dovrai aver paura di disturbare e nessuno ti potrà interrompere. Se invece ti trovi in un gruppo, ricorda che è un’esperienza individuale, per cui non lasciarti distrarre dai processi dei tuoi compagni, e, soprattutto, non sentirti giudicato. Sei in uno spazio sicuro e sei libero di esprimere tutto ciò che deve uscire.

Questa è una meditazione precisa e strutturata, che si attua seguendo una musica creata appositamente.

Un altro consiglio è quello di bendarsi gli occhi, in modo che la concentrazione su di te, le sensazioni e la relativa catarsi siano più autentiche.

Sei pronto?

Le 5 fasi (pronte all’uso)

La meditazione dinamica di Osho ha la durata di un’ora, e si compone di cinque stadi. I primi tre passaggi vanno praticati in modo totalizzante, perché nel corpo non deve restare alcuna energia stagnante, che potrebbe distrarre la mente nutrendo nuovi pensieri. Quando questa energia “intrappolata” viene portata al di fuori dal corpo, scemano le fonti di disattenzione, e si è più portati ad essere testimoni silenziosi di tutto ciò che è. Dopo una quarta fase di osservazione del Sé, ne  abbiamo una quinta di gioia e celebrazione, in cui si danza felici di aver ricordato la propria vera Natura.

Vediamo ora questi passi nel dettaglio:

1 Respirazione Caotica – 10 minuti

Respirazione Caotica

Respira attraverso il naso, in modo rapido, intenso, incontrollato; poni più attenzione all’espirazione, il corpo non dimenticherà di riprendersi l’ossigeno. Cerca di accumulare l’energia che acquisisci anche attraverso il respiro, riempiendo appieno i polmoni. Respira sempre più intensamente e velocemente, fino a dimenticarti di  te e diventare il respiro stesso.

2 Catarsi – 10 minuti

Catarsi

Dopo aver accumulato il più possibile… lasciati esplodere! Lascia andare  che tutto ciò che deve andare. Questo è il momento di “perdere il controllo“. Fa sì che il corpo rimanga in movimento; permettigli di urlare, scalciare, dimenarsi, scuotersi, ridere, rotolarsi, piangere. Ora puoi farlo, nessuno ti giudicherà per questo. Se però sei tu a giudicarti, un po’ di recitazione iniziale potrà essere utile. Consentiti di impazzire, mantenendone sempre la consapevolezza.

3 I Chakra più Bassi – 10 minuti

i chakra piu bassi donna che si scatena

Adesso si salta! Con le braccia alzate salta, mentre gridi più profondamente che puoi il mantra “Hu!” e lo senti risuonare dentro di te.
Risveglia l’energia nei chakra più bassi, che presto risalirà. Portati allo sfinimento.

4 Immobilità – 15 minuti

immobilità

Ad un certo punto sentirai il segnale di “stop“, e lì ti dovrai bloccare esattamente nel punto in cui ti trovi.

Non dovrai fare il minimo movimento, perché è una fase intensa ed il minimo colpo di tosse potrebbe dissipare l’energia accumulata.

In questo stadio, l’attenzione consapevole e priva di giudizio dovrà essere al suo apice.

5  Danza Libera – 15 minuti

ballerina in danza libera

È questo il momento della celebrazione. Non esistono regole, sarà la vostra anima a guidarvi nella gratitudine. Tutto è libero e spontaneo, e consenti al corpo di muoversi fluidamente omaggiando te stesso, la Creazione in divenire, e tutto ciò che è.

Una sbirciatina da casa

Se sei curioso di vedere come appare la meditazione dinamica di Osho, o per farti un’idea di quello che stai per provare, ne ho trovato un esempio. Anche se non conosci l’inglese, basta osservare il trasporto dei partecipanti e i loro gesti per capire un po’ di più come si svolge il tutto.

Il video si trova su Youtube, nel canale OSHO International:

Questa, presa  dal canale Chakratunes Int, è invece una musica adatta per praticare la meditazione dinamica, strutturata come previsto:

Non mi resta che augurarvi un buon, dinamico, inizio di giornata.