Introduzione al Qi Gong

I

Hai presente i film americani dove il protagonista passeggia nel parco e si vedono poco lontano gruppi di persone asiatiche, spesso anziane, che praticano Qi Gong?  O le sempre più frequenti pubblicità di corsi per impararlo?

Il Qi Gong è una disciplina millenaria che arriva dalla Cina, e negli ultimi tempi sta diventando sempre più popolare. Lo si offre come workshop ai festival, e lo propongono i medici ai loro pazienti.

Ma di cosa si tratta di preciso?

Come funziona, e perché dovresti dargli una chance?

In questo articolo scoprirai molte cose interessanti sul Qi Gong… Buona lettura!

che cos'è il qi gong

Qi significa “aria”, “respiro“, ed è considerata la forza vitale che permea tutto nell’universo. È il corrispondente della parola greca “pneuma“, del sanscrito “prana“, e del concetto occidentale di “bioelettricità“.

Gong, invece, rappresenta il lavoro, l’impegno che un individuo pone in una pratica, e che richiede tempo, pazienza e ripetizione fino alla perfezione.

Il Qi Gong è quindi un lavoro sulla forza vitale, e, attraverso il suo studio, il praticante impara a manipolare il Qi per motivazioni che possono essere:

  • nel Qi Gong Medico: portare se stesso, o il prossimo, alla guarigione;
  • nel Qi Gong Marziale: rafforzare la potenza fisica;
  • nel Qi Gong Spirituale: raggiungere l‘illuminazione.

In generale, tutti i praticanti incorporano esercizi e tecniche da tutte e tre le categorie, ma ciò che cambia è la loro intenzione.

Il proposito di quest’arte non è quello di aggiungere nulla, bensì di sottrarre: infatti, più riusciremo a svuotarci e rimuoverci dal nostro stesso cammino, e più il flusso universale potrà agire attraverso di noi. Il Qi Gong ci aiuta a risvegliarci nel movimento di cui facciamo parte.

Un modo per rimuovere gli ostacoli è quello di riconciliare le energie bloccate come la tristezza, la rabbia e la frustrazione. È importante lavorare su queste emozioni per ristabilire il flusso di energia attraverso i nostri centri energetici.

Proprio questo è il momento dove molte persone hanno più difficoltà, perché si tende a volere sempre di più e lasciare andare il minimo possibile.

lasciarsi andare

Il Qi Gong è fortemente connesso alla medicina cinese, in cui è importante il concetto dei meridiani energetici (canali dove passa il Qi che ci sostiene) e la classificazione degli elementi fondamentali in cinque categorie:

  • Legno, il cui organo corrispondente è il fegato;
  • Fuoco, associato al cuore;
  • Terra, legata alla milza;
  • Metallo, connesso al polmone;
  • Acqua, unito al rene.

Siccome il metallo nei polmoni tende a scendere e il fuoco nel cuore sale, questa tensione dinamica che cerca di mantenere questo flusso di energia “invertita” è l’essenza della vita.

Perché le nostre vite siano armoniche, è importante essere consapevoli momento per momento della condizione umana, e non cercare di dimenticarla con le mille distrazioni da cui ci lasciamo felicemente coinvolgere.

Il Qi Gong si basa anche sul concetto dei Dantian. Di che cosa si tratta?

Un po’ come il sistema indiano dei chakra che rappresentano diversi aspetti della luce come si esprime attraverso il corpo fisico, così il sistema taoista si rifà a 3 principali risorse energetiche:

Il dantian più basso è quello da dove iniziamo a coltivare l’attenzione e l’energia; secondo il sistema taoista, infatti, è importante iniziare a lavorare dal basso per poi salire sempre più con solide fondamenta.

Se ti piacerebbe saperne di più, puoi dare un’occhiata al libro Alla scoperta del Qi Gong.

Storia del Qi Gong

storia del qi gong

Il Qi Gong ha origini molto antiche, che risalgono a oltre 4000 anni fa.

Le sue radici si fondano sulle danze tribali sciamaniche, che imitavano i movimenti degli animali e di cui abbiamo testimonianza grazie a rappresentazioni rupestri, che imprimevano le prime posture di animali come l’orso, la tigre, il dragone, il cavallo e così via . Queste immagini erano solitamente associate a quelle di esercitazioni militari, il che dimostra la stretta correlazione, già in origine, con le arti marziali cinesi.

Le più antiche forme codificate di Qi Gong risalgono al 2° secolo a.C. e si chiamano Daoyin, la cui traduzione letterale è “controllare e guidare il Qi”; già ai tempi queste venivano usate per curare diverse problematiche, come i disturbi intestinali, l’ansia e anche i reumatismi. La pratica veniva poi utilizzata per promuovere la felicità e lo sviluppo spirituale.

Circa 50 anni fa, in una tomba risalente al secondo secolo prima di Cristo, fu trovato un pezzo di seta che raffigurava 44 figure impegnate in movimenti ginnici, con le relative didascalie riguardo le figure, il nome e i disturbi fisici che potevano essere curati con ogni posizione.

È quindi dall’unione di arti marziali, danza tribale e medicina cinese che il Qi Gong prese vita.

Tramandato da maestro ad allievo, il Qi Gong è arrivato fino ai giorni nostri passando anche per duri periodo di oscurantismo, in cui il governo lo rendeva illegale e ne puniva i partecipanti. Esso veniva praticato indistintamente da uomini e donne di ogni età e ceto sociale.

Il filone moderno, quello che si pratica oggi, nacque negli anni ’50 del secolo scorso, quando vi venne dedicato un ospedale che curava attraverso le pratiche del Qi Gong. Tuttavia, ben presto però, con la rivoluzione cinese, arrivarono altri 20 anni di oscurantismo, in cui gli adepti dovevano praticare nell’ombra.

Oggigiorno il Qi Gong gode di una nuova fioritura e in tutto il mondo ne se godono i benefici. Milioni di persone vi si approcciano per curare problematiche, migliorare le condizioni di salute generale, e promuovere la crescita spirituale e la felicità. Lo stress viene ridotto e si rafforza il sistema immunitario.

Le Varie Tipologie

le varie tipologie

Ci sono un aspetto yin e uno yang in tutte le cose, e la pratica energetica non è da meno. Nel nostro corpo abbiamo un aspetto del Qi che ci nutre, e uno che ci difende. Per ogni tipo di Qi, esistono pratiche designate per lavorarci.

Abbiamo diversi modi di praticare nel Qi Gong; principalmente:

  • il Wai Dan, o “elisir esterno“, coinvolge movimento fisico e concentrazione;
  • il Nei Dai, o “elisir interno“, implica meditazione seduta e visualizzazione.

All’inizio, normalmente, si impara ad utilizzare il movimento fisico coordinato con tecniche di respirazione (un po, come nello yoga). Il partecipante alle prime armi pratica sequenze di esercizi fino alla perfezione esteriore, dopo di che inizia a riconoscere il sottile flusso dell’energia nelle posture, respirazioni e transizioni. Questo viene chiamato meditazione in movimento.

Inoltre, esistono scuole diverse che si rifanno agli stessi concetti in maniera differente.

  • Qi Gong è il termine generale per le pratiche che si concentrano sia sul Qi nutritivo che su quello difensivo. È l’approccio più bilanciato, anche se comunque va adattato volta per volta ai singoli casi e man mano che si progredisce, andando in profondità.
  • Wei Gong: si concentra sull’energia esteriore, che è responsabile per la salute e l’immunità; è designato per creare una barriera energetica e proteggere gli organi interni dalle invasioni esterne.
  • Nei Gong: è considerata la forma più elevata di pratica alchemica, insegnata nei templi. Enfatizza  il preservare l’essenza (e astenersi dalle pratiche sessuali) e sublimarla. Richiede molto impegno e lo si considera sicuro solo dopo molti mesi di pratica devota.
  • Shen Gong: coltiva l’attenzione ed i sensi psichici che ci consentono di percepire i ritmi energetici universali. In questa branca sono comprese la chiaroveggenza, la guarigione a distanza, il viaggio astrale e il controllo della mente. Mentre il Nei Gong promuove la trasformazione personale, questo è tradizionalmente insegnato ai sacerdoti che si trovano a trattare malattie, intervenire in crisi e operare esorcismi. È un aspetto importante della conoscenza taoista, ma può essere facilmente travisato in Occidente dove si può essere tentati di perseguire i “poteri” di per sé, ed espandere il proprio Ego.

Il consiglio, nel Tao, è sempre quello di lavorare sulle radici, per poi elevarsi sempre più e diventare coscienti di se stessi.

Gli Aspetti Principali del Qi Gong

gli aspetti principali

Ci sono degli elementi fondamentali che rendono la pratica del Qi Gong qualcosa dove i miracoli possono avvenire.

Gli Occhi

Nell’Occidente gli occhi sono considerati lo specchio dell’anima, e per il Taoismo guidano lo spirito. Si dice che il Qi segue lo spirito, e i fluidi corporei seguono il Qi.

Così, gli occhi diventano il centro di comando da cui lo spirito può controllare il movimento dell’energia nel corpo (e anche fuori).

I Movimenti del Corpo

Le sequenze dei movimenti, nel Qi Gong, seguono il corso dei meridiani energetici che percorrono il corpo. Inoltre, seguono le estremità esterne del nostro campo energetico, accarezzandolo e modellandolo. Spesso questi movimenti richiedono un certo livello di sforzo, e possono essere piuttosto rigorosi.

Un po’ come nello yoga indiano, ci sono sia posture fisse da mantenere a lungo, che sequenze dinamiche.

i movimenti del corpo

Il Focus della Mente

Aspetto importante della pratica, la concentrazione impegna l’energia del fuoco del cuore e controlla lo spirito. La maestria è creata dall’unione di attenzione e intenzione.

Qui, si chiede di concentrare l’attenzione sui movimenti del corpo, seguendoli con gli occhi, in maniera presente.

Il Respiro

Il respiro vitale circola attraverso i meridiani, e mischiandosi al cibo genera le funzioni corporee.

Coordinando il respiro con l’attenzione ed i movimenti corporei si direziona l’energia dove opportuno, e i blocchi si sciolgono.

Attraverso il respiro possiamo indirizzare l’energia nei dan tian, e uno studente serio impara a trarre nutrimento dall’aria circostante attraverso il lavoro sul respiro (il che ricorda il pranayama dello yoga).

Qualche Raccomandazione

qualche raccomandazione sul qi gong

Quando correggiamo il flusso dell’energia e lo spostiamo dagli schemi negativi, possiamo “accumulare potere“. Ma quando parliamo di immagazzinare energia, ciò che intendiamo è creare lo spazio dove rifiniamo la qualità dell’energia che si muove in noi; la condensiamo per nutrire la nostra essenza, e la raffiniamo per illuminare il nostro spirito.

Ma dobbiamo stare attenti a non considerare questo in termini “capitalistici”: infatti, in realtà non c’è alcun bisogno di “più energia”, perché esiste un quantitativo letteralmente infinito di energia sempre presente e disponibile. Tutto il potere è sempre stato, e sempre sarà, qui ed ora.

Non si tratta di “acquisire” l’energia, ma di comprendere pienamente da dove arriva. L’intera forza dell’universo fluisce costantemente in noi. Ciò che ci fa sentire una mancanza è dovuto agli impedimenti e blocchi che noi stessi, per ignoranza, creiamo. Tendiamo a chiudere le nostre menti al flusso infinito semplicemente perché questo romperebbe la definizione, creata dal nostro Ego, di chi siamo.

Se in origine queste pratiche erano tenute segrete e trasmesse da maestro ad allievo, oggi sono reperibili molto facilmente, e questa è una grande fortuna, ma dobbiamo stare attenti a non buttarci in facili scorciatoie.

La pratica inizia con un lavoro sulle fondamenta, che rinforza il nostro corpo e scioglie molti blocchi. Così come non puoi ottenere un buon riposo dormendo un’ora per notte, allo stesso modo non puoi ottenere risultati senza mettere energia nel percorso.  Potrai andare avanti per un po’ cercando di saltare certi passaggi, ma le conseguenze non saranno buone. Non avvicinarti alla pratica solo per ottenere abilità speciali ed accrescere il tuo Ego: prima poni le basi, e poi arriverà qualcosa di ancora meglio di quel che speravi.

È importante affrontare il percorso seriamente, lavorando sui nostri lati oscuri senza cercare di sfuggirne o di coprirli. Così, potremo mettere le radici per fiorire nel pieno del potenziale.

Benefici del Qi Gong

benefici del qi gong

Il Qi Gong, come abbiamo detto, è strettamente correlato al sistema della medicina cinese. Così, è lampante il suo potere di beneficiarci a livello fisico, mentale e spirituale.

Ai giorni nostri moltissimi problemi di salute sono legati in qualche modo allo stress. Quando siamo stressati si attivano processi “di emergenza” che servono a preservare il nostro organismo, ma che a lungo andare sono deleteri. Una delle conseguenze più immediate, quando ci si approccia a questa disciplina, è la rimozione dello stress, da cui consegue un’automatico processo di guarigione.

Tra i benefici del Qi Gong possiamo elencare i seguenti:

  • ottimizza l’apporto di ossigeno e nutrizione dei tessuti;
  • aumenta l’efficienza del metabolismo cellulare;
  • riduce la sensazione di dolore percepito;
  • riduce la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna;
  • favorisce il rilassamento e la concentrazione;
  • può essere praticato ovunque, in ogni momento;
  • si può praticare in ogni modo: da seduti, da in piedi, da sdraiati, da fermi o in movimento;
  • rafforza il sistema immunitario, e migliora la condizione dei malati cronici;
  • apporta longevità e aiuta ad avanzare negli anni in modo salutare;
  • aiuta i pazienti malati di diabete di tipo 2;
  • allevia la depressione;
  • apporta risultati positivi nel trattamento precoce dell’autismo nei bambini;
  • aiuta i malati di cancro a sostenere gli effetti collaterali delle terapie;
  • migliora la qualità della vita;
  • inoltre, quando si riceve un vero e proprio trattamento da uno specialista di Qi Gong medico, il processo di guarigione riceve un’enorme spinta.

Quando si opera un trattamento medico di Qi Gong, visto che il Qi è ovunque, passa attraverso i vestiti e non c’è bisogno di contatto fisico (un po’ come nel reiki, infatti il “ki” giapponese è lo stesso concetto del Qi cinese). Se ne ricevi uno, sentirai varie sensazioni, che rispecchiano l’energia stagnante che viene rilasciata.

Come Praticare il Qi Gong

come praticare il qi gong

Se ti senti intimidito dalla precisione dei movimenti, non preoccuparti. Soltanto il 30% del Qi Gong è caratterizzato dalle competenze tecniche, mentre il rimanente 70% consiste nell’imparare a prendersi cura di sé. Si rallenta, e si impara a fare meno.

Il Qi Gong non è esercizio fisico, è meditazione dinamica. Il focus non è la ripetizione, ma l’applicazione cosciente di tre correzioni intenzionali: allungare la spina dorsale, approfondire il respiro e liberare la mente.

L’esercizio che sto per descriverti lavora sul respiro, ed è adatto a tutti, principianti ed esperti.

Si tratta di aprire ed espandere il tuo dantian più basso in tutte le direzioni. Quando inspiri, porta energia vitale dentro di te; quando espiri, lascia andare le energie più dense. Visualizza te stesso mentre condensi l’energia vitale nel tuo basso addome, che diventa sempre più forte e luminosa.

  • Sdraiati con le mani appoggiate sulla zona dell’addome (dantian), e immagina una palla al suo interno che si gonfia quando inspiri e si sgonfia quando espiri. Senti come si gonfia la pancia quando inspiri, e come si contrae con l’espirazione.
  • Continua per alcuni cicli di respirazione.
  • Posiziona le mani sotto la zona lombare (la parte bassa della schiena), e senti come il tuo dantian si espande in tutte le direzioni mentre respiri.
  • Ripeti la stessa osservazione con le mani posizionate sui lati dell’addome.
  • Continua a praticare per circa 10 minuti, dopo di che fai una pausa.

Un altro esercizio che mi piacerebbe proporti consiste nel rilassare i muscoli intorno al collo, dove tendiamo ad accumulare stress e tensione.

  • Sdraiati su un materassino morbido, e rilassati per alcune respirazioni;
  • ora allunga le gambe e le braccia, stiracchiandoti come appena svegliato;
  • chiudi gli occhi e rilassa le mani sull’ombelico, ponendo attenzione al plesso solare;
  • quando ti senti rilassato, incrocia le dita all’altezza dell’inguine, alza le braccia e posizionale sul collo;
  • espira, e ripeti per tre volte l’esercizio.

L’ultimo esercizio che vi offro si pratica invece da in piedi, ed è una postura base e statica conosciuta come Wuji.

  • Mettiti dritto, con i piedi allineati con le anche;
  • i piedi sono paralleli, e le dita si allargano per ancorarti meglio al terreno;
  • le ginocchia sono rilassate, in linea con il piede;
  • le braccia sono rilassate lungo i fianchi;
  • la lingua tocca il palato, e la mandibola si rilassa;
  • rilasciamo tutte le tensioni, e lasciamo riposare tutti i muscoli che non stiamo usando;
  • sentiamo un sorriso sbocciare dentro di noi;
  • manteniamo la posizione per circa 3 minuti, poi rilasciamo.
  • Osserviamo gli effetti e le sensazioni che questa postura ci ha lasciato.

Ci sono poi numerose sequenze di movimenti molto complete e coreografiche, ma partiamo sempre dalle fondamenta e apprezziamo le piccole cose, consapevoli che spesso “meno” è più efficace che “più”.

Youtube

Se quanto hai letto finora ti ha appassionato, e vorresti provare a praticare guidato da un insegnante, puoi guardare questo video su Youtube, che si trova sul canale Corsi Efoa: