meditazione io sono

Ti è mai capitato di chiederti chi sei?

Che cosa caratterizza il nostro corpo, la nostra persona, e il nostro modo di esperire la vita? 

Chi è che percepisce, chi è che osserva?

Questa è una domanda che prima o poi tutti si fanno. La maggior parte delle persone preferisce tapparsi le orecchie e cercare distrazioni per non pensarci, ma in ogni epoca c’è sempre anche qualcuno che va più a fondo. Ognuno trova le sue risposte a seconda dello stato di coscienza in cui si trova a vivere, ma dobbiamo riconoscere che, a distanza di millenni e migliaia di chilometri, coloro che sono andati più in profondità hanno trovato tutti una stessa risposta.

Scopriamola insieme!

Io Sono Colui che Sono

È questa la criptica frase in cui nella Torah, ovvero i primi testi dell’Antico Testamento, Dio si presenta a Mosè.

Io Sono Colui che Sono.

Ma che cosa vuol dire?

Secondo le regole della grammatica ebraica, la traduzione letterale sarebbe:

“Io sono colui che c’era, che c’è e che ci sarà”.

Nella Bibbia, Dio è descritto come colui che è sempre presente, che c’è. Lo si chiama anche il Dio dei Padri, cioè lo stesso Dio che adoravano gli antichi, che si adora nel presente e che sempre sarà.

Ma al di là del concetto di infinito nel tempo, Yhwh (o Yahweh) è anche tutto il resto. Dio è tutto ciò che è.

Il fatto che nel buddhismo non si voglia dare una forma specifica al Tutto, che viene addirittura chiamato Non Mente, non è da confondersi con un senso di nichilismo o credenza nel vuoto o nel nulla.

Come possiamo capire con la logica, la non esistenza non è una possibilità reale. Semplicemente, non può esistere.

Il fatto di definire la Divinità come Non Mente vuole aggirare la linearità della mente e suggerirci l’idea, non concettualizzabile né tanto meno afferrabile dalla ragione, di assenza di forma.

Quando si dà un nome alle cose, si crea separazione, divisione, dualità. Mentre il Dio di cui vogliamo parlare racchiude Tutto, e per questo non gli si possono dare attributi. Dandogli un attributo, escluderemmo tutti gli altri.

Chi Osserva e Chi è Osservato

chi osserva e l'osservato

Se per comodità possiamo chiamare Dio questo Essere che tutto permette, e da  cui tutto nasce, ora ne parleremo in termini di Coscienza.

Che cosa si intende per Coscienza?

La coscienza, comunemente, è la facoltà di avvertire ciò che si verifica nella sfera dell’esperienza individuale. Si intende il campo percettivo, ciò che ci permette di osservare.

Ma chi è che osserva?

Diciamo, cercando di semplificare, che noi, nel quotidiano, siamo consapevoli di percepire attraverso i sensi, le emozioni, i pensieri ecc.

Ci sono varie classificazioni dei modi di percepire. Si è cercato di studiare la percezione nello Yoga, nel Buddhismo, nella filosofia, nella medicina e nella psicologia.

Ma facciamo un esempio facile e concreto.

In un film che viene trasmesso ci sono vari personaggi. Uno o più protagonisti, una trama, i paesaggi… La pellicola viene trasmessa, c’è un inizio, uno svolgimento, e poi una fine.

Il film che guardiamo ha una durata temporale: si sceglie arbitrariamente un momento in cui partirà la storia, che evolve continuamente, e poi, a un certo punto, finisce. Il film si conclude, e qualcos’altro viene trasmesso sullo schermo.

Si potrebbe continuare a guardare un programma dopo l’altro, e potresti lasciarti coinvolgere ogni volta da ciò che ti scorre davanti, identificandoti, arrabbiandoti, piangendo, ridendo… e poi tutto finirebbe e ci sarebbe qualcos’altro in cui identificarsi. Nuovi personaggi, nuove storie, nuove vite. E ciò che era prima, già un vago ricordo.

Ma il punto fermo, che cos’è? Come trovare la pace e la quiete in questo continuo movimento?

Beh, possiamo dire che la liberazione avviene quando smettiamo di identificarci con i film che osserviamo, e capiamo di essere lo schermo su cui tutto passa, e che sempre rimane.

La nostra Coscienza è lo schermo, ed è l’Osservatore che si dimentica della sua vera Natura e si identifica con quello che viene osservato, finché, a un certo punto, nel più grande film dell’esistenza, si sveglia, ed il film finisce.

Chi Sono Io?

chi sono io

C’è una sezione dell’induismo che più delle altre si concentra sull’unità del Tutto. Stiamo parlando dell’Advaita, filosofia tanto antica quanto i Veda (oltre 4000 anni), ma sempre molto attuale.

Un grande esponente ne è stato, nel secolo scorso, Ramana Maharshi, che oggigiorno è uno dei saggi più celebrati in India.

Ramana Maharshi ci ha lasciato diversi insegnamenti. Se guardiamo in fondo in fondo, alla fine gli insegnamenti di una certa corrente sono tutti molto simili, ma ogni persona che passa su questa terra è diversa, e avrà diverse abilità di spiegare le stesse cose, rendendole accessibili a persone diverse.

Possiamo dire che questo mistico che trascorse la maggior parte della sua esistenza ai piedi del monte Arunachala fu in grado di spiegarlo in un modo comprensibile e apprezzabile da quasi tutti coloro che ne fossero interessati.

Dopo aver affrontato la morte all’età di sedici anni con un’indagine penetrante rivolta alla sorgente del suo essere, insegnò all’umanità il sentiero diretto dell’indagine sul Sé. Il suo metodo è infatti quello dell’autoindagine.

Il cuore dei suoi insegnamenti si può trovare in una serie di domande e risposte, che partono dal chiedersi:

“Chi Sono Io?”

La mente è costituita dai pensieri. Il primo pensiero che emerge è quello dell'”Io”. Se l’indagine sull’origine dell’Io è portata avanti con persistenza, tutti gli altri pensieri vengono dissolti, e alla fine svanisce anche l’ultimo pensiero, l’idea dell’Io, lasciando solo il Sé Supremo al di là di ogni dualità.

La falsa identificazione del Sé con il corpo e la mente di conseguenza cessa, e c’è l’Illuminazione.

autoindagine meditazione io sono

Come Praticare l’AutoIndagine

  • Il processo non è semplice, richiede un’estrema vigilanza.
  • Cerca un momento di tranquillità, al sicuro da eventuali distrazioni.
  • Quando, chiedendoti “chi sono?”, sorgeranno in te altri pensieri, chiediti “chi percepisce questi pensieri?
  • Cerca di mantenere la mente dove nasce, senza lasciarla vagare con i pensieri a cui dà origine.
  • Puoi utilizzare altre pratiche, come il controllo del respiro e la meditazione sulle forme di Dio, per domare la mente; anche la meditazione vipassana si presta molto bene a questo scopo.
  • Se la tua mente è in grado di concentrarsi, il compito sarà relativamente facile.
  • Continuando senza fermarti l’autoindagine, tutti i pensieri perderanno importanza, e potrai realizzare il Sé Supremo, l’Osservatore, lo schermo sui cui tutto scorre e che sempre rimane.
  • Ad un certo punto, non ci saranno nemmeno un soggetto e un oggetto, un Io che guarda e un Oggetto che viene guardato; non ci sarà nemmeno un verbo “sono” né il pensiero dell’Io:
  • Rimarrà soltanto il Silenzio.

Ti presento la Meditazione “Io Sono”

presentazione meditazione io sono

Ci sono vari metodi per avvicinarsi alla realizzazione dell’Unità del Tutto. Perché, diciamocelo, a parole è facile, si può anche intuire con la mente, ma è diverso sentirlo davvero, e vivere in una realtà senza separazione.

Un modo interessante per praticare questa meditazione, semplice ma tanto potente da permetterci di sentire l’esperienza dell’unità:

  • la durata può variare fra i 15 e i 30 minuti.
  • Mettiti tranquillo seduto nella posizione del loto, mezzo loto o gambe incrociate;
  • mantieni la schiena dritta, le spalle rilassate;
  • assumi con la mano destra il mudra con la punta dell’indice che tocca il pollice a formare una O, e mantieni il braccio rilassato, appoggiandoti sul ginocchio destro;
  • posiziona il palmo della mano sinistra a circa 15 centimetri dal petto, rivolto all’interno, con le dita che puntano a destra;
  • socchiudi gli occhi, mantenendo lo sguardo fermo davanti a te.
  • Osserva il tuo respiro, e nota come rallenta man mano che ti rilassi.
  • Preparati ad utilizzare il mantraIo Sono“.
  • IO: inspira, e allontana la mano sinistra dal petto fino a circa 30 centimetri.
  • SONO: espira, riavvicina la mano al petto.
  • Attraverso il lento muoversi della mano ed il ripetersi del mantra, cerca di sentire la tua presenza.
  • Espandi la tua coscienza al di fuori degli usuali limiti che ci poniamo.
  • Quando ti sei assestato in questa pratica, prova a respirare in quattro fasi, dando lo stesso tempo a inspirazione, pausa, espirazione, pausa;
    questo può anche aiutarti a mantenere o ritrovare la concentrazione.
  1. IO: inspira per 4 tempi
  2. Trattieni il respiro per 4 tempi
  3. SONO: espira per 4 tempi
  4. Rimani senza respirare per quattro tempi.

Quando ti senti sufficientemente consapevole di te, e provi un senso di silenzio, puoi tornare a respirare normalmente e sentire l’effetto dell’esercizio.

Questa meditazione ti aiuta a vivere con più consapevolezza di chi sei veramente, senza troppi coinvolgimenti nelle cose transitorie (ricordi lo schermo e le immagini proiettate?).

Io Sono… ciò che Voglio

io sono cio che voglio

Quando dobbiamo affrontare giorno dopo giorno una routine che ci mette alla prova, sicuramente ci può aiutare rafforzarci con delle piccole affermazioni.

Come sappiamo, siamo co-creatori delle nostre esistenze, e l’Universo è estremamente corretto, dandoci sempre quello che chiediamo nel profondo. Attenzione però, perché spesso il nostro profondo più profondo ci è oscuro, e non siamo consapevoli di ciò che chiediamo. A volte chiediamo giallo e blu, e otteniamo verde. Altre volte ci auto-inganniamo e pensiamo di volere una cosa, ma non è così.

Ecco qui una lista di affermazioni positive e luminose, con cui potrai riprogrammare alcuni percorsi mentali e ricevere immensi benefici nella vita quotidiana.

  • So che tutto quello che succede nella mia vita è per il mio massimo bene.
  • Mi sento realizzato nel qui ed ora.
  • Accetto e uso il mio potere.
  • Io mi voglio bene.
  • Io sono Amore.
  • Sono grato per tutto.
  • Il mio cuore è pieno di amore incondizionato, e decido di esprimerlo.
  • Sono colmo di gioia e la condivido con il prossimo.
  • Sono sempre guidato e protetto.
  • Attingo in ogni momento alla saggezza e alla conoscenza universale.
  • Sono degno di amore.
  • Tutti sono degni di amore.
  • La Vita mi fornisce tutto ciò di cui ho bisogno.

Queste sono particolarmente indicate al risveglio, quando la mente è fresca e rilassata, ma possono giovare anche prima di dormire.

Come vedi, puoi decidere di “programmarti” con qualsiasi affermazione tu preferisca… Sta solo a te scegliere quale vibrazione mandare nell’Universo.

Tanti Modi, una Coscienza

tanti modi una coscienza

Se prendiamo in considerazione la maggior parte delle tecniche di meditazione, ci accorgeremo di una cosa: alcune hanno la funzione di farci sfiorare un senso di benessere (che avviene perché contattiamo la nostra vera Natura di pace, amore e gioia), ma senza darci una visione più chiara della Verità.
Ci limitiamo a sentire le endorfine rilasciate nel nostro corpo, magari un senso di euforia. Siamo rilassati e gioiosi, ma spesso questo stato è solo una conseguenza “meccanica” che svanisce non appena le condizioni cambiano.

Ce ne sono poi altre che mirano proprio a questo, ovvero a liberarci dalla stretta identificazione con l’Ego, il corpo, la mente, il nostro bagaglio di pensieri ed esperienze… ed aiutarci a capire, che siamo la coscienza che percepisce ciò che accade, e che, ancora, siamo lo schermo e non le immagini che vi vengono trasmesse.

Esiste una tecnica di meditazione, ad esempio, che fa parte del Kriya Yoga, e che consiste nel respirare mentre si pronuncia un’altra frase.

  • Mettiti seduto comodo con la schiena dritta;
  • chiudi gli occhi e direziona lo sguardo verso il punto dove le sopracciglia si incontrano (o il terzo occhio);
  • posiziona la punta della lingua a toccare la parte alta del palato.
  • Inspira, e ripeti mentalmente: “Io non sono questo corpo“;
  • Espira, e ripeti mentalmente: “Io non sono questa mente“.
  • Continua così per circa 20 minuti, se non vuoi distrarti pensando al tempo puoi impostare un timer.
  • Rimani seduto, osserva gli effetti di questa pratica sulla tua coscienza, e goditi un senso di calma e consapevolezza.

Cerca di portare sempre con te gli effetti delle varie pratiche, al di fuori del materassino o del cuscino di meditazione. Non parlo di sentirsi estatici in ogni momento, ma di avere una visione chiara e il più possibile obiettiva del mondo.

Solo così saranno davvero significativi per la tua evoluzione interiore.

Le più belle Meditazioni Guidate sull’Io Sono

Quando si tratta di provare una nuova tecnica, o anche solo per sentirsi accompagnati, è spesso utile e piacevole lasciarsi guidare.

Su Youtube si trovano ormai moltissime meditazioni guidate, ognuna con le sue caratteristiche e i suoi messaggi.

Abbiamo pensato di proportene qualcuna che abbia come tema il Sé, la Coscienza, e i vari modi di renderla più consapevole.

La prima che ti suggeriamo è questa, molto semplice, breve e rilassante. Con questa meditazione imparerai a ricontattare sempre la tua vera, potente natura di pace e silenzio.

La seconda è sulla meditazione “Io Sono” di cui abbiamo parlato nell’articolo, quella dove si ripete “io sono” inspirando ed espirando.

Questa è una spiegazione molto efficace su come puoi meditare attraverso l’autoindagine, sulla domanda “Chi Sono Io?”

Infine, non potremmo non metterti un collegamento su Ramana Maharshi. Non si tratta di una meditazione guidata, ma ci sono filmati d’epoca ed è uno splendido approfondimento sull’insegnamento di questo maestro.